LA CURA DELLE DONNE

Lo spazio non è mai neutro. Può escludere ma può anche accogliere, proteggere, rassicurare.

L’architettura può diventare un atto concreto di responsabilità e cura, per restituire dignità e qualità percettiva a chi attraversa situazioni di fragilità, vulnerabilità o violenza.

Il progetto La cura Delle Donne è promosso da Architette Romane insieme a Open House Roma ed è sostenuto da Biblioteche di Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e Commissione Pari Opportunità.

Nasce con l’obiettivo di attivare un processo di ascolto, cura e trasformazione dei due ingressi e di una sala polifunzionale della Casa Internazionale delle Donne, attraverso il coinvolgimento di architette e studentesse in dialogo con le realtà che la abitano.

Il percorso, pensato come un processo scalare e partecipato, è iniziato con una call che ha raccolto 66 candidature tra architette e studentesse, seguita da un primo incontro di ascolto e sopralluogo presso la Casa e da due worklab operativi.

Durante le giornate di Open House Roma (16–24 maggio) sarà allestita una mostra con i lavori delle candidate. Nei mesi successivi, tra giugno e settembre, si avvierà una fase di selezione condivisa con le associazioni della Casa, con l’obiettivo di dare avvio agli interventi entro il mese di ottobre.

Organizzato da:

Con il sostegno di:

Con il patrocinio di:

Partner

Come partecipare agli eventi di “la cura”

Dal 16 al 24 maggio 2026 sarà possibile visitare la mostra e partecipare ai numerosi eventi correlati. 

Qui sotto alcuni eventi con link per registrarsi sul sito di Open House Roma.

LA MOSTRA

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Una mostra che racconta la cura: la cura delle donne per le donne. Prendersi cura di alcuni spazi simbolo della Casa Internazionale delle Donne e delle persone che la abitano. 48 architette e 16 studentesse si sono misurate con un progetto per rendere più accoglienti e funzionali alcuni spazi del Complesso del Buon Pastore, che ospita la Casa a cui forse manca solo un po’ di poesia: quella di un’architettura al femminile, consapevole e libera dagli stereotipi, capace di prendersi cura dei luoghi e delle persone che li attraversano. La mostra racconta un processo sociale e partecipato fatto di incontri e confronti con le donne della Casa. Non ancora “qualcosa è cambiato”, ma qualcosa sta cambiando. Vieni a curiosare e a dire la tua.

Per partecipare all’evento registrati sul sito Open House Roma

LA MARATONA

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Le parole scritte da donne: poetesse, giornaliste, ingegnere, saggiste, attrici, architette, attiviste. Donne che si sono prese cura di altre donne. Una maratona di lettura per ascoltare, conoscere e ricordare una moltitudine di voci al femminile che riempiranno gli spazi della Casa Internazionale delle Donne. Ascolteremo parole che curano, leniscono, abbracciano, accarezzano e danno forza: parole celebri e meno note che, intrecciandosi tra loro, contribuiranno a costruire un arcipelago condiviso di voci, libertà e visioni. A seguire presentazione del libro “Denaro al femminile: una sfida possibile”.

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PAROLE PROIBITE

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Cosa accade quando le parole che definiscono la realtà vengono cancellate? Il laboratorio a cura di Cecilia Anselmi ed Emma Tagliacollo, con Agnese Cuomo, propone una riflessione critica sul rapporto tra linguaggio, conoscenza e diritti civili. A partire dalla rimozione di termini come “diversità”, “equità” e “genere” da contesti accademici e istituzionali negli Stati Uniti, l’attività invita a interrogarsi sulle conseguenze della censura linguistica nella società contemporanea. Attraverso una pratica collettiva ispirata al ricamo e al telaio – storici strumenti di trasmissione di saperi femminili – verrà realizzato un manufatto condiviso in cui le parole bandite diventano materia da intrecciare e manipolare, trasformando il gesto manuale in atto simbolico di riappropriazione del linguaggio e dei diritti.
Progetto sostenuto da Biblioteche di Roma.

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INCURSIONI

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INCURSIONI è un attraversamento artistico che indaga la relazione tra donne e produzione artistica, aprendo spazi per immaginare mondi inediti. Il prossimo 24 maggio, dalle 17.00 alle 20.00, la Casa Internazionale delle Donne si trasforma in un territorio di sperimentazione e possibilità. Un tempo e uno spazio in cui la creatività diventa strumento per ridisegnare confini e mettere in discussione i sistemi eteronormati in cui viviamo. Tra videoarte, performance, sonorizzazioni e installazioni, INCURSIONI attiva una pluralità di linguaggi e prospettive. Un’esperienza che attraversa gli spazi e invita a nuove forme di relazione tra donne, libere soggettività e produzione artistica. Un momento di esplorazione collettiva, in cui l’arte diventa pratica politica e immaginazione condivisa. Intervengono Agnese Cuomo, Allegorica, Carrese, Collettiva Infestanti e Re Derma.

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Come nasce “La Cura DELLE DONNE”

Ripercorriamo le fasi di questo ambizioso progetto di Architette Romane in collaborazione con Open House Roma e La Casa Internazionale delle Donne

FASE 1 : LA CALL

Non un concorso, ma una chiamata.

Una call rivolta ad architette e studentesse, con al centro le motivazioni.

L’obiettivo era costruire un gruppo coeso, orientato a lavorare per fasi successive, secondo un processo scalare e condiviso.

Hanno risposto 48 architette e 16 studentesse.

FASE 2 : SOPRALLUOGO

Il giardino della Magnolia si è riempito di architette, professioniste e studentesse che hanno risposto alla call.

Abbiamo letto le loro lettere motivazionali.
Formato i gruppi di lavoro.
Attraversato insieme gli spazi della Casa Internazionale delle Donne.

È stato un momento fondamentale per comprendere che la cura nasce dall’ascolto: degli spazi e di chi li abita.

Abbiamo inoltre dato voce ai sostenitori del progetto, perché dietro i brand e gli showroom ci sono persone che hanno scelto di affiancare un progetto sperimentale di grande valore sociale.

FASE 2 : SOPRALLUOGO

Il giardino della Magnolia si è riempito di architette, professioniste e studentesse che hanno risposto alla call.

Abbiamo letto le loro lettere motivazionali.
Formato i gruppi di lavoro.
Attraversato insieme gli spazi della Casa Internazionale delle Donne.

È stato un momento fondamentale per comprendere che la cura nasce dall’ascolto: degli spazi e di chi li abita.

Abbiamo inoltre dato voce ai sostenitori del progetto, perché dietro i brand e gli showroom ci sono persone che hanno scelto di affiancare un progetto sperimentale di grande valore sociale.

FASE 3 : PRIMO WORKLAB

Le 66 partecipanti, organizzate in gruppi, si sono confrontate con gli ambienti da riprogettare.

Moodboard, schizzi progettuali, fotoritocchi dei due ingressi e della Sala Ingargiola hanno dato forma alle prime visioni.

Ogni gruppo ha reinterpretato liberamente gli spazi soglia e la sala multifunzionale, avviando un processo creativo condiviso.

FASE 4 : SECONDO WORKLAB

Il secondo worklab ospitato dalla Casa della Memoria e dall’U.D.I., Unione Donne in Italia è stato preceduto da due momenti guidati da due psicologi e psicoterapeuti Ilaria Tortora e Massimo Crescimbene.
Abbiamo intrecciato fili e relazioni.
Decostruito la piramide dei bisogni di Maslow. Ascoltato i nostri corpi.

Abbiamo sperimentato come la cura possa essere uno strumento progettuale potente, capace di generare consapevolezza, connessioni e nuove possibilità di spazio.

FASE 4 : SECONDO WORKLAB

Il secondo worklab ospitato dalla Casa della Memoria e dall’U.D.I., Unione Donne in Italia è stato preceduto da due momenti guidati da due psicologi e psicoterapeuti Ilaria Tortora e Massimo Crescimbene.
Abbiamo intrecciato fili e relazioni.
Decostruito la piramide dei bisogni di Maslow. Ascoltato i nostri corpi.

Abbiamo sperimentato come la cura possa essere uno strumento progettuale potente, capace di generare consapevolezza, connessioni e nuove possibilità di spazio.

Per partecipare agli eventi di La Cura delle Donne visita il sito Open House Roma o contattaci per avere maggiori informazioni!

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